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AIMUT Italia/zone

Nella comunità scientifica urologica italiana si presenta a Pescara dal 27 al 29 Giugno 2013 con il suo I° Congresso Nazionale l'Accademia Italiana Multidisciplinare per l'Urologia Territoriale (AIMUT). La configurazione di questa nuova Società scientifica rientra nell’evoluzione del concetto sanitario di territorialità che nella realtà culturale, economica e sociale attuale tende ad ottimizzare, con un processo di avvicinamento al cittadino, la tutela della sua salute e a potenziare fattivamente il percorso della continuità terapeutica.

 

“Con la Presidenza del Dott. Giuseppe Di Giovacchino, Coordinatore dell'Urologia Territoriale dell’Azienda USL Pescara nonché Referente Nazionale per l’Urologia Territoriale dell’Associazione Urologi Italiani (AURO.IT)” afferma il Prof. Paolo Giannotti, già Direttore della Clinica Urologica dell’Università di Pisa, ideatore e Socio fondatore dell’AIMUT ” con una Faculty di eccellenza e un Comitato Scientifico che mostrano l'adesione di numerosi esponenti di spicco delle Storiche Società Urologiche Italiane nonchè di altre discipline mediche e la presenza dei Medici di Medicina Generale, il Congresso ha, principalmente, l'ambizioso obiettivo di presentare in un'unica "bolla informatica" centrata sul cittadino,paziente urologico, in atto o passibile di diventar tale, quelle figure sanitarie specifiche che, riunite nel concetto di multidisciplinarietà da mezzi multimediali e multimodali propri dell' operatività di una "rete", possono interfacciarsi in tempo reale”.

 

Istituzioni Centrali ( Istituti di ricovero e cura con loro laboratori e ambulatori) e strutture periferiche (ambulatorio specialistico urologico, ambulatorio del MMG) conseguono in questo modo un' alta comunicabilità diagnostico-terapeutica decisionale, condizione indispensabile per abbattere tempi morti di attesa e di ricovero nonchè costi ed esaltare il concetto non di "dare la cura", ma di "prendere in cura" secondo una catena terapeutica,riabilitativa,di controlli e di prevenzione.

 

Cambia, pertanto, la logica dell’assistenza urologica: non è più il malato che si deve adattare al sistema organizzativo precostituito, ma è la struttura che identifica percorsi atti a raggiungere l’obiettivo di assistenza secondo criteri di equità, efficacia ed efficienza. E’ un po’ questa la filosofia con la quale l’azienda Usl di Pescara ha avviato sin dal Marzo 1998 il “progetto-pilota” del “Day Service” di “Urologia Territoriale” presso il Distretto Sanitario di Scafa. Questo nuovo modello si avvale di procedure diagnostiche anche mini-invasive ed ha in poco tempo acquisito carattere polidistrettuale.

 

Il successo di questo “Day Service” consiste nel fatto che la struttura è in grado di assicurare un servizio completo che garantisce molteplici prestazioni concentrate in pochi accessi e che incontra crescenti indici di soddisfazione da parte di un’utenza in crescita esponenziale qualiquantitativa.

 

Accanto al “day-hospital”, al “day-surgery” e alla chirurgia ambulatoriale, viene introdotto anche il “Day Service” quale modello organizzativo alternativo al ricovero ordinario che realizza la presa in carico del paziente attraverso un sistema complesso di prestazioni ambulatoriali. Il “Day Service” provvede all’approfondimento post-accesso al P.S., ad un’adeguata assistenza e gestione di nuove patologie, al monitoraggio di patologie a carattere di cronicità che richiedono frequenti controlli e di situazioni cliniche non croniche ma complesse e al follow-up post-dimissione ospedaliera, attraverso l’esecuzione di procedure che non richiedano peraltro assistenza infermieristica superiore alle tre ore.


“La novità di questo approccio terapeutico consiste nel miglioramento dell’appropriatezza delle risorse e della qualità del servizio, nella garanzia della continuità assistenziale e nella riduzione dei tempi di attesa” conferma il Dr. Giuseppe Di Giovacchino “l’approfondimento diagnostico e la gestione assistenziale si articolano attraverso l’insieme delle prestazioni ritenute necessarie dallo Specialista, sulla base dell’EBM o dell’esperienza clinica, per la gestione di un problema clinico, il tutto nell’arco temporale inferiore ad un mese e quindi bypassando la prassi burocratica: tutta la gestione delle prenotazioni delle molteplici prestazioni viene gestita direttamente dal personale. I problemi affrontati dall’Urologia Territoriale spaziano dall’Urologia Generale all’Urologia Oncologica, all’Urologia Ginecologica, dall’Andrologia alla Neuro-Urologia. Tale struttura è in grado di assicurare, a livello territoriale, un servizio che garantisce il massimo della complessità clinico-diagnostica a fronte di una facile accessibilità per l’utenza. I problemi clinici che prevedono la presa in carico vengono selezionati sulla base della frequenza, del carattere di non urgenza, dall’esigenza di prestazioni multiple e/o complesse e della non necessità di sorveglianza medica e infermieristica prolungata.

 

Il miglioramento dell’appropriatezza dell’uso delle risorse e l’ottimizzazione della qualità della pratica clinica, nel nuovo modello di Sanità da tanti auspicato, possono realizzarsi solo attraverso percorsi condivisi in ambiti disciplinari trasversali e un virtuoso ruolo di cerniera di confronto ed integrazione degli Urologi Territoriali con i MMG e i Colleghi Ospedalieri. L’incremento esponenziale delle prestazioni è suggestivo del crescente indice di soddisfazione da parte dell’utenza”. Ma per il “Day-Service” urologico il futuro è nella prevenzione: negli anni 2004-2006 in collaborazione con la Regione e la “Cattedra di Igiene” dell’Università G. D’Annunzio, è stato attuato il progetto “Pescara – Prevenzione al maschile” nell’ambizioso obiettivo di promuovere la diffusione di una maggiore “cultura della prevenzione al maschile”.

 

Pescara, 14/05/2013

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